| Guida passo passo
all'allestimento di un nanoreef
di Samuele Giovanni Abu Eid (Ostiasurfer):
Questa guida si pone come obbiettivo quello di sfatare certi miti
sull' allestimento di nanoecosistemi marini che grazie alla ricerca
acquariofila degli ultimi 30 ora sono pienamente realizzabili senza
spendere un capitale. Ma procediamo con ordine:
La vasca
Chiaramente la scelta della vasca è fondamentale, ma prima
ancora di scegliere dimensioni e prezzi si dovrebbe meditare bene
sull'impostazione che si vuol dare al proprio nanoreef. Così
come nella cura di un bonsai bisogna immaginare lo sviluppo che
si vuol dare alla pianta prima ancora di piantarne il seme e successivamente
fin dalle prime potature si deve decidere l'andamento dei rami e
delle foglie, alla stessa maniera un nanoreef richiede sin dalle
primissime fasi dell'allestimento un attenta fase progettuale con
la quale definire una volta per tutte l'impostazione del proprio
acquario.
Dunque recandovi nei negozi di acquariologia vagliate le vasche
che vi interessano selezionandole in base allo spazio che avete
a disposizione (che comunque per un nano è molto ridotto)
ed al tipo di filtraggio che intendete
montarvi: se propendete per il filtro esterno (che consiglio) o
per un filtro appeso scegliete bene tra le proposte che montano
coperchi facilmente modificabili per far passare i tubi o per appenderci
il filtro, se di contro volete attuare un sistema Jaubert allora
orientatevi su vasche più alte che larghe di modo che possiate
dedicare buona parte dello spazio verticale agli strati di sabbia
di questo sistema innovativo. Se invece siete orientati su di un
filtro interno o uno schiumatoio interno, beh allora prendete una
vasca con un vano filtro un poco più ampio del normale dato
che in un ecosistema marino il filtraggio deve essere superiore
ad un dolce in virtù di una maggiore stabilità chimica.
Il collocamento
Ora che avete la vasca nel suo collocamento potete sbizzarrirvi,
tuttavia dovete attenervi alle solite semplici regole:
1.. evitate di metterla vicino a finestre o a fonti di luce/calore
2.. scegliete un supporto stabile, quindi evitate mensole di portata
max inferiore ai 40-50 Kg
3.. se avete scelto una vasca aperta fate in modo che animali e/o
bambini e/o parenti dalle mani lunghe non possano raggiungere il
livello dell'acqua inquinandola o predando i pesci
Inoltre vi consiglio di fare in modo tale da avere un buon spazio
di manovra per effettuare le modifiche o anche per le semplici operazioni
di manutenzione, infine dotatevi di un sistema elettrico che sia
nei pressi dell'acquario ma lontano da possibili spruzzi, suggerisco
di montare almeno 5 prese elettriche a "ciabatta" possibilmente
schermate.
Il filtraggio
A questo punto dovreste aver già acquistato il filtro, tuttavia
magari siete ancora indecisi e vi serve qualche altra informazione
sulle varie tipologie. Diciamo che in un nanoreef i filtri applicabili
sono quasi tutti, tuttavia non ho mai sentito di nano con sump o
con refugium (magari da mezzo litro data la proporzione!), quindi
possiamo classificarli così:
a.. Filtro interno: il classico filtro in plastica o vetro che
si mette generalmente ai lati dell'acquario, personalmente non lo
metterei per una questione sia estetica si di praticità di
manutenzione e rumorosità
b.. Filtro esterno o appeso: ce ne sono di svariate marche e dimensioni
e li consiglio caldamente per l'effetto scenico che ha il volume
d'acqua libero dalla spazio necessario ad un filtro interno. Nei
filtri appesi inoltre l'acqua pulita scende generalmente a cascatella
ossigenando l'acqua e favorendo l'innalzamento del pH
c.. Metodo Naturale: semplicemente quello che è, la vasca
carica di rocce vive di ottima qualità e di un forte movimento
si "pulisce da sola", tuttavia sono indispensabili cambi
d'acqua più frequenti (almeno 1 a
settimana) e la maturazione richiede più tempo.
d.. Metodo Jaubert: si fonda su dei meccanismi chimici che si svolgono
nei fondali oceanici (il brevetto è di un biologo francese
che si è dedicato a questi studi), necessita di un fondo
alto dai 10 ai 13 cm costituito da un plenum (solo acqua per 2 cm)
poi da sabbia a grana medio-fine e infine da sabbia finissima, il
tutto separato da retine tipo zanzariera. Come sistema è
molto valido tuttavia necessita che almeno ¾ del fondo siano
liberi da rocce e a diretto contatto con la colonna d'acqua.
e.. Schiumatoio: personalmente quelli per nanoreef li trovo rumorosi
e poco efficienti quindi li sconsiglio, tuttavia il mio suggerimento
è frutto di una mia avversione per gli skimmers in genere
(dovuta ad esperienze
negative) e quindi prendetela con le pinze.
Se avete scelto le prime due tipologie allora vi starete chiedendo
come caricare quella scatola che avete fra le mani, io consiglio
Siporax (sera) e spugna fine, tuttavia se avete un filtro appeso
è molto valida anche l' alternativa di caricarlo a sabbia
corallina grossa, in modo tale fornire anche calcio ed oligoelementi.
Per l'attivazione batterica affidatevi a prodotti di ottima qualità,
io a suo tempo scelsi i Baccies (Dupla) e devo dire che hanno fatto
un ottimo lavoro a fronte di un costo poco più elevato.
L'Illuminazione
Per questo ambito veramente le possibilità si sprecano, se
avete un coperchio industriale, allora cercate di modificarlo in
modo tale da montare 3-4 neon (T8 o T5 fate voi) con uno attinico,
uno o due da 10000°K e uno da 6500°K cercando di raggiungere
un rapporto minimo di 2W/litro. Se invece avete una vasca aperta
allora dovrete faticare un po' nel reperire i portalampada ma almeno
godrete di una temperatura più mite in vasca l' estate, perciò
datevi da fare e girate per negozi di illuminotecnica, orientatevi
sulle lampadine power compact (la Osram ne produce di attiniche
e da 6000° K) davvero molto funzionali e convenienti. Chiaramente
utilizzate sempre riflettori perché aumentano incredibilmente
la resa, se avrete ascoltato i miei consigli e vi ritrovate 3W/lt
allora non ci saranno coralli troppo esigenti.
Il movimento dell'acqua
Di fondamentale importanza sono le pompe per smuovere l'acqua, in
un acquario marino infatti ci dovrebbe essere molto movimento proprio
come le correnti oceaniche in natura. Affidatevi a pompe dalla portata
oraria almeno 10 volte maggiore della capienza della vostra vasca
(es. 28 lt = 1 pompa da 280 lt/h o 2 da 140 lt/h), questo moto ha
l'effetto di far funzionare le rocce vive come un vero e proprio
filtro biologico sempre utilissimo per annichilire i composti azotati.
Infine se proprio siete dei virtuosi potete mettere più pompe
comandate da 2 timer che le azionino in orari differenti in modo
tale da ricreare un effetto marea.
La preparazione della vasca
Ora che avete tutto il necessario per avviare il vostro acquario,
perciò se volete un Jaubert incominciate con il plenum e
così via (ci sono migliaia di articoli a riguardo e non credo
questa sia la sede adatta) se invece vi siete orientati su sistemi
normali riempite d'acqua RO salata (mi raccomando non salatela con
il sale da cucina o prelevatela sotto costa, il sistema migliore
è RO con sali di buona qualità (Instant Ocean, Red
Sea , ecc..) azionate filtri e pompe e aspettate qualche giorno
(c'è chi dice settimane ma a mio avviso anche prima non succedono
grossi disastri) per immettere le rocce vive.
Le rocce vive e la sabbia corallina
Come dice il nome stesso sono pullulano di vita (no non parlano
come il sasso di Fantaghirò) e sono fondamentali per lo sviluppo
di un acquario marino, perciò se conoscete qualcuno che ancora
usa coralli finti o bolliti criticando le rocce vive vi consiglio
caldamente di non dargli mai ascolto per nessun motivo.
I principali parametri che garantiscono la qualità di questi
pezzi di barriera corallina, sono in primis la provenienza (quelle
delle Fiji sono le migliori, ma sono molto valide anche quelle di
Bali o del Mar Rosso) ed in secondo luogo la stabulazione effettuata
dal negoziante che se è serio dovrebbe tenerle in una sua
vasca apposita (con molto movimento) a spurgare "schifezze"
per un mesetto prima di venderle. La quantità da introdurre
è di circa 1 Kg ogni 4 lt d'acqua ed il costo medio 16-17
? al Kg (lo so che sono care ma in un nano di modeste dimensioni
bastano 5-6 o 7 Kg ed è meglio spenderle per questo che non
per altre cose inutili).
Vanno inserite, possibilmente tutte insieme, dopo qualche giorno
dall'avvio ed in modo tale da formare anfratti, architravi ed intercapedini
perciò potete dare prova del vostro estro e della vostra
creatività compositiva, per aiutarvi potreste usare delle
colle apposite a secco sulle rocce, ma generalmente con un po' di
gentilezza si riescono a realizzare incastri abbastanza stabili
ed inoltre senza l'incollatura si potranno compiere in futuro manutenzioni
più accurate.
Per quanto riguarda la sabbia c'è chi ne mette giusto un
velo dopo aver posizionato le rocce vive, tuttavia io sono più
propenso nella realizzazione di fondi più corposi anche senza
sforare nel Jaubert, quindi metto prima 4-5 cm di sabbia e poi sopra
le rocce cercando di farne stare il meno possibile sulla sabbiolina
ed utilizzando al meglio il vetro posteriore come appoggio.
Inutile dire che la sabbia va lavata per bene prima a meno ché
non abbiate anche sabbia viva (o presa da un'altra vasca o comprata
in buste sigillate) ed in quel caso dovrete versarla così
com'è.
Accendiamo le luci
Nell'accendere le luci ci sono molte voci discordanti, tuttavia
è certo che non si può partire con un fotoperiodo
completo nelle prime settimane di vita del nostro nanoreef, procedete
quindi per gradi avendo l'accortezza di portare gradatamente, partendo
da 4 ore di luce, il fotoperiodo a 12 ore in un mese circa. C'è
anche chi più drastico per paura delle alghe ha un avvio
più lento, ma quello che vi ho suggerito a me non ha dato
problemi.
I test
Non vi rimane che testare l'acqua ad intervalli regolari, magari
annotando il tutto su di un agenda o su un programma informatico
di monitoraggio. Per le marche c'è l'imbarazzo della scelta,
i migliori sembrano essere i Salifert ed i Red Sea, tuttavia se
si vuole spendere un po' di meno a fronte di un accuratezza minore
si può optare per i classici Sera e Tetra.
Tanta pazienza
Adesso non dovete far altro che avere tanta pazienza per almeno
un mese dall 'avvio il vostro nano deve rimanere così com'è,
dopo 4 settimane e se i test daranno esiti positivi (nel senso ovviamente
NO2=0 mg/l, NO3<10 mg/l, NH3/NH4=0 mg/l, pH, KH, Ca, ecc tutti
su buoni valori) stabilmente, allora potrete mettere i primi discosoma
o altri coralli molli resistenti.. ma mi raccomando abbiate sempre
pazienza e non rischiate per nulla soprattutto perché vi
siete impegnati molto e sarebbe senza dubbio un peccato! Perciò
per i pesci dovete attendere almeno 2 mesi e comunque 1 o 2 al massimo
poiché è sempre meglio sottopopolare il vostro nano.
Un accoppiata che vi consiglio è quella con un amphrion (ocellaris,
percola, ecc..) ed un gamberetto Lysmata (amboinensis, grabhami,
wurdemanni, debelius), ma ci sono anche molti gobidi interessanti,
insomma scegliete voi ma con accortezza.
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